GALLIPOLI
La
leggenda vuole che Gallipoli sia stata fondata da Idomeneo,
re di Creta, che tornato in Grecia dopo la guerra di Troia
fu scacciato dai suoi concittadini. Le sue origini sono
molto antiche: fondata dai Messapi con il nome di Anxa,
fu poi magno-greca e divenne "Kalè polis",
cioè città bella. La città fu conquistata
dai Romani (265 a.C.), saccheggiata dai Vandali (450 d.C.)
e riedificata dai Greci dell'Impero Romano d'Oriente. Nel
551 d.C. divenne sede vescovile, caposaldo bizantino e centro
di spiritualità greca. Fu occupata dai Normanni nel
XI sec. e dominata in seguito da Svevi, Angioini ed Aragonesi.
Nel 1501 subì l'assedio degli Spagnoli e nel 1528
dei Francesi. Successivamente fece parte del Regno di Napoli
e Ferdinando II di Borbone diede inizio alla costruzione
del porto.
La città è formata da due parti: il borgo,
che è costituito dalla parte nuova, e la città
medioevale, racchiusa all'interno delle torri, che sorge
su un'isola, già unita alla terraferma dal IX sec.
d.C. Tra i suoi numerosi monumenti sono da ricordare la
Fontana Ellenistica, che offre la facciata più antica
(XVI sec.), quella posteriore, alla chiesa del Canneto,
mentre la facciata anteriore è stata aggiunta nel
1765; il Santuario di S. Maria del Canneto, del XVII sec.;
il Castello con il rivellino circolare proteso verso l'esterno.
Quello che noi vediamo fu ricostruito nel XVI sec., ma del
nucleo originale, risalente all'epoca bizantina, resta solo
un torrione.
Tra
le tante chiese da notare la Cattedrale barocca di S. Agata,
costruita da Giovanni Bernardino Genuino nel 1630, mentre
la facciata fu completata da Giuseppe Zimbalo nel 1696.
I monumenti barocchi di Gallipoli non sono stati costruti
con la pietra leccese, ma con una pietra più dura,
il carparo, che ha determinato il fiorire di un barocco
più attenuato e più sobrio. Le pareti della
Cattedrale sono ricche di dipinti di grandi pittori locali
del XVII sec., tra cui Giovanni Andrea Coppola. Altri monumenti
da visitare: la chiesa di S.Teresa d'Avila, edificata verso
la fine del 1600; il museo e la biblioteca comunale; il
frantoio oleario ipogeo, situato nel sotteraneo del Palazzo
Granafei; la chiesa di S.Chiara o di S.Giuseppe, del XVI
sec.; la chiesa di S.Francesco da Paola, del '600; le torri
circolari di S.Giorgio e S.Benedetto; la chiesa della Purità,
del XVII sec.; la chiesa di S.Francesco d'Assisi, del '700.
A meno di un chilometro dalla costa si trova l'Isola di
S.Andrea, un isolotto roccioso disabitato, sul quale sostano
periodicamente alcune specie di uccelli migratori, tra cui
il gabbiano rosso, una specie in via d'estinzione.
Gallipoli
porta già nel nome greco la sua bellezza: in tutta
la città, l'importante porto, e sul bianco lungomare
si respira il fascino del Mediterraneo. Nell'antico borgo,
sorto su un isolotto e collegato da un ponte alla città
nuova, ci si immerge nella lunga storia di questa città
oggi famosa nel mondo e si incontrano chiese e palazzi di
rara bellezza. Qua e là colpiscono le decorazioni
barocche sulle facciate delle chiese, i ricchi portoni,
i balconi fioriti.
Come moltissimi centri salentini Gallipoli ha origini etrusche
ma assume importanza a partire dalla colonizzazione greca,
quando fu chiamata Kalé polis (città bella).
Situata in posizione strategica fra Taranto e il capo di
Leuca, Gallipoli divenne per forza di cose un importante
centro di scambi commerciali, artistici e culturali. Il
periodo di splendore si estese all'epoca romana e a quella
sveva, fino alla fase di decadenza associata alla dominazione
angioina e alle ben note scorribande saracene.
Oggi, grazie a una attenta valorizzazione delle sue risorse,
Gallipoli conosce una vera esplosione del turismo, esteso,
sia pure in forme diverse, lungo tutto l'anno. La città
è infatti in grado di soddisfare le esigenze più
diverse, accontentando col suo mare pulito chi desidera
una vacanza rilassante a base di bagni e sole, con le sue
strutture ricreative e i suoi locali chi vuole divertirsi,
con la sua città vecchia, dove la storia sembra essersi
fermata qualche secolo fa', chi cerca l'immersione nella
cultura e nell'arte. Proprio nel borgo antico si possono
ammirare due suggestive riviere, il castello angioino, l'antico
porto, la cattedrale di Sant'Agata, la chiesa della Purità,
quella di San Franceso d'Assisi e numerosi altri edifici,
religiosi e non, molti dei quali di pregevole stile barocco.
La
litoranea a nord di Gallipoli ci offre una costa bassa e
intervallata da spiagge e baie, e molte belle località
turistiche fra cui Rivabella e Lido Conchiglie. Proseguendo
verso le marine del comune di Nardò si incontra la
"Montagna Spaccata", dove il paesaggio marino
si fa particolarmente seducente. Poco dopo si possono ammirare
le "Quattro Colonne", anticamente una fortezza
quadrilatera eretta nel 1500 a scopo di difesa contro i
Saraceni.
Si giunge così nella frazione di Santa Maria al Bagno,
che anticamente costituiva lo sbocco al mare privilegiato
per l'importante città di Nardò. Sede di una
sorgente termale sfruttata in epoca romana, Santa Maria
fu oggetto di ripetute incursioni durante il medioevo e
attraversò un lungo periodo buio. Nell'ultimo secolo
questa località è tornata ad attirare visitatori
e turisti grazie alle bellezze naturali, al mare e all'aria
pulita. Il lungomare che congiunge Santa Maria al Bagno
a Santa Caterina si stende ai piedi di una dolce collina
verdeggiante che invita ad effettuare escursioni e passeggiate.
Su quest'altura si può ammirare un pittoresco nucleo
di antiche ville, di interesse architettonico oltre che
estetico, in passato residenza estiva dei nobili.